La Thumb Culture è una espressione sociale di qualche anno fa, riferita a persone che sono emancipate all’uso di tecnologie a portata di pollice (Thumb appunto), come tastiere di cellphones, piccoli joysticks, device di puntamento dei notebook computer, o i più recenti display touch screen tipo iPhone.
Il Giappone è il paese modello del wireless-entertainment, con la più elevata presenza di “adepti” della Thumb Tribe, contando circa 30 milioni di sottoscrittori al servizio i-Mode introdotto dal carrier NTT DoCoMo, servizio che impone un uso intensivo di questi dispositivi, grazie alla presenza di molteplici applicativi e funzioni che lo rendono parte della vita quotidiana dei clienti, definiti Thumb Generation (in giapponese oyayubizoku=Clan dei pollici o Tribù dei pollici).
Non è un caso che proprio in questa mobile lifestyle culture si sviluppino forme di Mobile Rich Experience così fortemente innovative quali sono gli SmartCodes e con il tempo troverà terreno fertile in tutte le altre culture del mondo:
“Il benchmark per la misurazione di una grande idea sta cambiando. Perchè un’idea sia grande, essa ha bisogno di coinvolgere l’intero pianeta. Ed è ‘”a strada’”quella che immaginerà i modi migliori di innovare, dato che certe innovazioni soddisferanno i suoi bisogni immediati: essa innoverà in modi che noi non siamo assolutamente capaci di anticipare“. Jan Chipchase “Our cell phones, ourselves” , TED Conference (via stalkk.ed)
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