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Interpretare la convergenza digitale promuovere l'uso di SmartCode in Italia innovare la comunicazione con MobTags
QR Code, Data Matrix, PDF417, Aztec Code, Maxi Code, RSS-14, HCCB, Microsoft Tag, ShotCode, Beetagg, UltraCode, 3DI-Code, Codablock, Code1, Dot Code, Snowflake, Vericode, Minicode, Code49, Code16K, Datastripe Code, CP Code, ISS Supercode, ArrayTag,EZcode, CyberCode, HookCode, Spot Code, DataGlyphs, Vcode, Intacta.code, …
La generazione di codici a barre 2D per la crescente tribù dei Maniacodes e dei Cod-autori, coloro che producono User Generated Codes e li pubblicano online e nel mondo fisico.
Gli SmartCodes diventano MobTags e così esplode il Social Mobile Tagging, la nuova frontiera di convergenza tra il mondo fisico e la rete, tra online e offline, attraverso i dispositivi più popolari e tecnologicamente sviluppati: Smartphone, Javaphone e PDA con phonecam integrata.
Nasce la Scan Generation.
Un utente della rete, ha avuto un’idea alquanto simpatica e geniale: considerando che sua madre adora fare tappeti, ha deciso di fornirgli un qr code da “incastrare” nella trama del tessuto; questo qr code contiene il nome di sua madre.

Qr code, la tecnologia uscita dal Giappone, è ormai ovunque. Lo testimonia anche la Continental Airlines in America, per velocizzare il check-in e l’imbarco.
Anzichè stampare la carta d’imbarco il cliente deve semplicemente mostrare un immagine contenente il QR code, direttamente dal cellulare, alla persona adibita alla lettura (che possiede uno scanner apposito).

Avete mai visto un hello world in un campo di grano? Beh eccovi accontentati: una persona nel mondo l’ha fatto

Nel numero di Panorama in edicola da oggi 11 dicembre è presente un articolo riguardante i Qr Code, che come sapete sono quei codici matriciali che, se letti tramite un’apposita applicazione per iPhone / smartphone / altri cellulari, danno accesso a contenuti interattivi ed aggiuntivi che spaziano da link a informazioni a dati personali…

Sull’articolo si legge:
Se lo si inquadra con l’obiettivo del cellulare il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), prende vita e racconta tutto di sé: sul display arrivano, infatti, video e pagine internet preparate ad hoc per approfondire l’argomento a cui è legato.
Il codice Qr può contenere fino a 4.296 caratteri di testo.
Non sempre conduce a un video o a una pagina web. Come nel caso del volantino: sul display del cellulare compaiono, infatti, solo una serie di informazioni testuali.
Per questo molte aziende come l’americana Google hanno cominciato a stamparlo sui biglietti da visita dei dipendenti. Basta un clic con il telefonino per memorizzare tutte le informazioni nella rubrica del cellulare e anche in quella del computer.
Dove questo codice è già diventato di uso comune, come in Svezia e Danimarca, lo si trova in vetrina accanto ai prezzi. Un clic e tutto quello che interessa su un possibile regalo di Natale viene risucchiato nella memoria del telefonino. Pronto per essere confrontato con i dati di un prodotto analogo di un’altra marca e di un altro negozio.
Sfogliando le pagine di Panorama, sarà possibile incontrare questi codici e leggerli con le nostre fotocamere, utilizzando applicazioni come QuickMark (0,79€) o QR App (gratis) o tante altre, come UpCode per sistemi symbian.
Una importante segnalazione è questo sito (http://qrcode.kaywa.com/), che permette la creazione dei QR Code in maniera davvero semplice:

Si vocifera che Namco Bandai stia attualmente sviluppando ‘Idolm@ster Dearly Stars‘, videogioco per la piattaforma Nintendo DSi, che permetterà al giocatore di acquisire codici QR durante il gioco per abilitare elementi nascosti. Aspettiamo e vediamo…
