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Interpretare la convergenza digitale promuovere l'uso di SmartCode in Italia innovare la comunicazione con MobTags
Questo post è dedicato all’argomento principe di questo blog, il Social Mobile Tagging. Partirò con lo spiegare cos’è il Mobile Tagging, per poi approdare al coinvolgimento sociale dei wikizen, i cittadini-wiki di Semapedia & co.
Mobile Tagging è l’attività svolta attraverso la creazione, la pubblicazione e l’uso di MobTag, cioè gli SmartCode generati per essere utilizzati non tramite i lettori dedicati, ma da telefoni cellulari dotati di phonecam e appositi applicativi decoder, divenendo di fatto client universali. I MobTag possono essere utilizzati a vario titolo, per recuperare informazioni, segnalare messaggi, contenere codici, gestire transazioni, esplicitare URL web e così via.
L’uso più frequente è quello di usare i tag come hyperlink dal mondo fisico a quello virtuale di internet. A tal proposito, la definizione più pertinente dei mobile tag (MobTag) è che essi sono l’estensione di internet nella realtà, cioè dei physical hyperlink.
Le numerose attività generate dal Mobile Tagging si possono riassumenre in e-Commerce (Codmmerce secondo il conio di Codmmunication), Promozione, Business identity, Community, Office integration, Document tracking, Processi amministrativi, Informazione di prodotto, Catalogazione, Informazione civica e sociale. Veicolo principale sono le connessioni mobili alla rete internet, UMTS, GPRS, WIFI, WI-MAX. In paesi tecnologicamente sviluppati come il Giappone, la diffusione di reti mobili su vasta scala hanno deciso l’affermazione del Social Mobile Tagging, più che in altri paesi. In Italia si è in attesa di una proliferazione di hotspot wifi gratuiti ad opera dei Comuni più sensibili per poter vedere decollare questo fenomeno sociale. E’ un dato di fatto che la poca lungimiranza degli operatori italiani di telefonia mobile scelgano sapientemente di ridurre le tariffe di connessione mobile ad internet per sviluppare sulla nuova rete nuove opportunità di business, come avviene in altri paesi, già liberi da questo pesante fardello inoperoso.
Dunque i MobTag necessitano di uno strumento pratico e diffuso come il telefono cellulare dotato di camera built-in, per essere decodificati e questo perché il problema non risiede in una carenza di informazione che va colmata con l’uso di tecnologia, ma nel disporre di una specifica informazione nel luogo spazio-temporale più adatto, cioè in prossimità dell’oggetto dell’informazione. In sintesi, l’informazione è utile quando è richiesta e l’informazione deve essere disponibile in tempo reale da un accesso stabile ad internet, che consenta un eventuale costante aggiornamento.
Prendiamo l’esempio di un monumento italiano. Un turista straniero si avvicina al luogo di interesse e desidera conoscere la storia che vi riguarda nella propria madre lingua. Prevedere per ogni monumento una traduzione in ogni lingua è costoso, deturpante per la bellezza del luogo, soggetto a modifiche nel tempo. Se un sito web riassumesse tutte le informazioni in formato digitale, in tutte le lingue, l’Hyperlink contenuto nel Codice 2D, recupererebbe l’informazione nella lingua desiderata disponibile. Ancor più probabile trovare la propria lingua se il progetto assume lo spirito wiki (User Generated Content) in cui sono gli utenti stessi a collocare e tradurre i contenuti.
Quando il Mobile Tagging diventa Social Mobile Tagging?
Categorie: MobTag · Phonecodes
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